Accessori, cuffie, vestiari  -  Us Army Air Force

Mae West Type B-4

Durante la Seconda Guerra Mondiale il giubbotto salvagente divenne per gli aviatori un accessorio fondamentale, che contribuì realmente a salvare molte vite. 

Venne utilizzato anche i paracadutisti durante il D-Day, questo fu deciso a causa del sorvolo del canale della Manica. 

Il giubbotto salvagente Type B-4 è il successore del Type B-3 adoperato in particolar modo durante l'Operazione Husky (Sicilia,1943).

L'invenzione di questo dispositivo di sicurezza lo si deve a Peter Markus (1885-1973) che lo ideò negli anni '20 e che lo brevettò 1928 con successive migliorie per gran parte degli anni '30.

Il giubbotto si indossava al di sopra di tutto l'equipaggiamento, attraverso il collo.

Una cintura lo teneva saldo alla vita con un'altra cinghia che passava in mezzo alla gambe.

Il colore giallo venne scelto appositamente per consentire una più facile individuazione del disperso.

In caso di emergenza si potevano tirare le due cinghiette ai lati che aprivano le due cariche di CO2 portando al gonfiaggio del giubbotto (nel mio caso ancora presenti). 

In caso di malfunzionamento delle cariche, si poteva gonfiare anche a bocca.

Io ci ho provato e vi assicuro che non è così difficile o difficoltoso come si possa pensare.

Per la sua conformità di espansione che faceva apparire i soldati con l'aspetto di una "donna formosa" venne presto rinominato "Mae West" in onore dell'attrice statunitense sex-symbol, con forme molto accentuate.

Fu costruito da molto produttori, nel mio caso dall'United States Rubber Company il 4 luglio 1944 e cosa assai più rara, conservo ancora il suo imballo originale.


c.m.f. packs (escape maps)

Questo busta impermeabilizzata (trattata dal lato interno) era data in dotazione agli aviatori alleati sia Britannici che Americani come kit di emergenza in caso di abbattimento o abbandono del velivolo in territorio nemico.

L'acronimo C.M.F. sta per "Central Mediterranean Force".

Al suo interno vi era contenuto prima di tutto una mappa in seta o rayon, una piccola bussola, che poteva anche essere ingoiata senza particolari problemi, una sega (qui mancante) e un foglio con delle frasi principali e parole in francese- polacco- russo -tedesco (pointie talkie).

Tutto questo doveva completare un set di evasione in caso di emergenza ed evasione, a volte all'interno vi erano anche inserite delle banconote in valuta locale.

Queste buste venivano confezionate appositamente dedicate per ogni luogo delle operazioni.

Sono ad oggi molto difficili da trovare complete e questa che vi presento è in condizioni più che ottime, di ritrovamento Italiano, in un mercato di Napoli alcuni anni fa.


bombardamento Ponte della ferrovia ostiglia-treviso sul brenta

Un'interessante scatto ad opera del 310th Bomb Group che prese parte ai bombardamenti per il danneggiamento del ponte della ferrovia sulla ex linea "Ostiglia-Treviso" sopra al fiume Brenta.

Questo tratto fu più volte colpito anche da altri Bomb Group come il 319, che con i loro B-25 mitchell scaricarono numerose bombe, portando al crollo completo di questo ponte, sito nella frazione di Campo San Martino (Padova) a poca distanza da Piazzola Sul Brenta. 

Nell'immagine originale, un esatto momento delle deflagrazioni riprese dal velivolo.

Il ponte dopo la guerra non venne ma più ricostruito e venne disarmato totalmente.

Ad oggi la tratta è divenuta una pista ciclabile e solo nel 2017 il ponte venne ricostruito a tale scopo. 

Una foto davvero interessante.  


Headset, Type HS-33

Ottimo paio di cuffie denominate HS-33 a bassa impedenza (600 ohm) , utilizzate in particolar modo nell'USAAF.

Esse venivano indossate al di sopra del visor cap che proprio a causa dell'archetto delle cuffie tendeva a schiacciarsi e da qui nasce il nome del "crusher cap", che è quello che vediamo sotto nella foto d'epoca. 

Porta come spinotto un pin di colore rosso denominato PL-354, differenziato da quello standard di colore nero (ma stesso codice), a causa della bassa impedenza, siccome in precedenza prima del 1943 erano tutte ad alta impedenza e per poterle ugualmente adoperare sugli apparati radio necessitavano di un adattatore.

Utilizzate ad esempio dal pilota, copilota ed equipaggio a bordo di aerei, quali anche gli alianti Waco CG-4.  

L'archetto è marcato HB-7, mentre gli auricolari veri e propri sono stati prodotti dalla Western Electric modello ANB-H1, le stesse utilizzate anche sulle cuffie da volo (modello HS-38).

Ruspanti, ritrovate in Italia.


Braccialetto Pilota USAAF

Bel bracciale appartenuto ad un aviatore, porta punzonato sul fronte il "Pilot Badge", distintivo utilizzato durante tutta la Seconda Guerra Mondiale dalla United States Army Air Forces e conosciuto anche come "Pilot Wings" riservato a coloro che avevano ricevuto una formazione e una qualificazione nell'aviazione militare.

Arriva direttamente da Sant'Antonio in Texas sede di importanti basi militari ed aeronautiche come quelle di Lackland, Randolph e Brooks.


Bussola by Waltham

Bussola By Waltham marchiata US, d'ideazione durante Prima Guerra Mondiale, ma largamente utilizzata nella Seconda Guerra specialmente dall'Air Forse Usa.

Questa proviene dall'Inghilterra, più precisamente da Norfolk, sede durante la Seconda Guerra Mondiale di importati basi aeree americane.

Ancora perfettamente funzionante, con protezione in vetro.


USAAF Bombola di ossigeno

Interessante pezzo dell'aviazione americana della Seconda Guerra, comprendente una bombola con manometro che conteneva ossigeno d'emergenza da utilizzare per un'eventuale abbandono del velivolo ad alta quota con il paracadute.

Andava legato alla coscia tramite i 2 lacci, questo in mio possesso è mancante di tubicino in gomma di collegamento da portare alla bocca.

La manopola si presenta in legno (uno dei primi modelli,quelle successive erano in metallo), datato febbraio del '43.


Tappi per orecchie (army Air Force)

Modello "small" di tappi per la protezione dell'udito, datato 1941.

Completo di tutto, istruzioni e scatoletta con molla a scatto.