Materiale di riuso

da razione a giocattolo

Trovare oggetti di questo tipo non è fatto semplice, in quanto rappresentano un epoca passata dove il riciclo degli oggetti militari poteva dare vita a cose incredibili.

Questo è il caso di questi vagoni ferroviari giocattolo, creati partendo solamente da alcune latte vuote di razioni dell'esercito americano della Seconda Guerra Mondiale.

Le scatolette riutilizzate come detto, provengono da razioni di cibo militare  che contenevano all'epoca delle "Vienna Sausage", che non sarebbero altro che delle salsicce insaccate del tutto simili ai nostri würstel.

Il prodotto è stato realizzato dall'azienda alimentare "Armour and Company" di Chicago. (Ultima foto una linea di produzione della fabbrica).

Per realizzare questi trenini sono state utilizzate almeno 3 di queste latte, intagliate, piegate, lavorate con molta pazienza al fine di realizzare forse un giocattolo per qualche bambino, in un tempo in cui la miseria e la povertà non permettevano le cose che possiamo avere oggi e che quindi anche l'avere un semplice gioco come questo voleva dire divertimento e spensieratezza. 


Lanterna a benzina con riuso 1944

La lanterna di base che è stata utilizzata come partenza per questo riuso è una AGM (acronimo di American Gas Machine Inc.) modello 3927.

Assieme ad altri produttori come la Coleman, fu uno dei maggiori fornitori di lanterne per il Q.M. 

La lanterna aveva in origine un funzionamento a base di Kerosene, ma per ovvio motivi militari adotta un kit di conversione al fornello prodotto dalla Servel Inc. - Conversione Aladdin 1944. 

Questo kit consentiva di usare la lampada con la benzina (assai più diffusa) senza creare malfunzionamenti, possiede un singolo fuoco.

Evidentemente per qualche caso fortuito fu recuperata e riutilizzata come nuova lanterna "rimodernizzata" con un porta lampade elettrico. 

Realizzata presumibilmente attorno agli anni 60' e ritrovata proprio così come la vedete nel Gennaio 2018 a Mantova. 

E' bastato mettere una lampadina a basso consumo ed ora è diventata una bella "abat jour" da utilizzare sempre. 


m1 imbuto

Credo che questa sia una delle trasformazioni e riutilizzi meno comune da poter vedere su un elmetto americano M1.

Come avrete già notato dalle foto, questo guscio è stato modificato in un imbuto per il travaso di liquidi, come poteva essere il gasolio all'interno del serbatoio di una trattrice agricola o simili. 

Il guscio è davvero molto logoro, conserva ancora il bordino in acciaio inox a giunzione frontale e qualche piccolo segno delle saldature dei ganci fissi, prodotto da McCord. 

L'elmo è stato stabilizzato (per quanto possibile) con alcuni bagni in acido ossalico che hanno migliorato il suo aspetto, sanificandolo.

Ritrovato 2019 in una casa di campagna nel Nord Italia. 


elmetto m1 utensile

Apprezzabile riutilizzo di questo elmetto M1.

L'elmo appena recuperato si presentava interamente ricoperto di ruggine e pesante polvere, ma comunque molto solido. 

Dopo averlo immerso in 3 bagni di acido ossalico ha iniziato a far riemergere quello che vi era rimasto al di sotto. 

Non grandi cose, giusto qualche puntino qua e la di colore e buoni tratti di verde con ancora del cork presente sul bordino del rim in acciaio inox a giunzione frontale.

Il guscio era un ganci mobili dei quali rimane veramente poco, giusto i segni dell'attacco, ma abbastanza chiari per capire che non si tratta di un ganci fissi. 

Il dettaglio più interessante e di rilievo è che durante la pulizia nella falda interna è riapparsa la famosa "S" del produttore Schlueter.

Fino ad ora tutti gli altri elmetti da riutilizzo che ho trovato sono tutti stati prodotti da McCord. 

A un lato del guscio è stato fissato tramite tre perni ribattuti l'alloggiamento per l'inserimento di un manico, per poterlo usare come pala.

L'elmo viene da Reggio Emilia, più precisamente dalla campagne di Cavriago.

Nelle foto, prima, durante e dopo la pulizia. 


elmetto m1 "contenitore"

Il guscio di questo elmetto ci mostra un ennesimo riutilizzo dei riusi di materiali militari nelle famiglie contadine durante il dopoguerra in Italia. 

Analizzando l'elmetto per quel che ne è rimasto, possiamo dedurre che si trattava in origine di un ganci fissi, produzione McCord.

Rim in acciaio inox a giunzione frontale.

Strano ma vero, nonostante le condizione molto ossidate è ancora possibile scorgere all'interno della falda anteriore qualche numero di lotto di produzione, che però non si riesce totalmente a comprendere (cerchio giallo in foto).

Come si sarà notato sono stati eseguiti due fori laterali (in corrispondenza dei ganci originali) in cui è stato fissato uno spesso filo di ferro che funge da manico. 

Chi me lo ha ceduto mi ha detto di averlo visto utilizzare per anni nel pollaio come contenitore per la raccolta della uova.  A mio parere ha visto anche un esposizione a qualche fonte di calore. 

Un altro riuso di un elmetto americano non poi così comune.

Nell'ultima foto ho voluto ricostruire oggi come potrebbe essere stato il suo riutilizzo con alloggiate alcune uova.

Ritrovato sull'Appennino tosco-emiliano.


ELMETTO M1 TRASFORMATO

Questa volta abbiamo di fronte un elmetto M1 che è stato riutilizzato e modificato al fine di poter essere utilizzato come una sorta grande cucchiaio, o se ci vogliamo avvicinare ad un attrezzo ben specifico, potremmo dire una specie di pala.

Difatti quasi certamente veniva utilizzato per lo svuotamento di pozzi neri, fogne ecc.. insomma per utilizzi in linea di massima non proprio piacevoli! 

Un attrezzo quindi di riuso contadino come tanti altri all'epoca. 

Ma quello che fa comunque interessare è quando questi riusi sono fatti con elmetti americani, cosa assai più rara rispetto a quelli tedeschi. 

A questo elmo, è stato aggiunto un puntale saldato sul fronte, a cui è stato fissato un legno ricurvo come manico per agevolare la raccolta del materiale. 

In origine vi posso solo dire, che era un ganci fissi (ormai non più presenti) di produzione McCord.

E' stato leggermente restaurato con qualche bagno in acido ossalico così da poterlo apprezzare meglio. 

Un oggetto che ancora una volta ci dimostra quanto dura era la vita rurale negli anni 50 e oltre in Italia, con scarsi mezzi a disposizione, dove quello che poteva essere riutilizzato, veniva trasformato con maestria. 

Rari a trovarsi con ancora il manico di origine. 


elmetto M1 scaldino

In origine questo era un elmetto M1 a ganci fissi, anche se questi ultimi sono stati tolti i segni di attacco sono ben distinguibili da quelli mobili.

Il guscio è un McCord a giunzione frontale.

Come avrete ben notato questo elmetto ha subito una trasformazione che lo ha portato da essere un semplice elmetto ad uno scaldaletto!

Infatti sicuramente è stato recuperato (come tutto all'epoca della guerra) e lavorato per poter aggiungerci i piedi di sostegno che non sono uniti tramite saldature ma totalmente tramite perni ribattuti sulla calotta.

Sulla parte posteriore ci sono i segni di attacco di un manico ormai non più presente.

Al suo interno venivano poi versate le braci per poter scaldare il letto nei mesi invernali, tanto è vero che sia all'esterno che all'interno del guscio si vedono chiaramente impronte di "cottura".

L'elmetto è totalmente privo di colore, ma conserva una patina allo stesso modo gradevole e rustica, un ricordo di quando non vi era nulla ma ugualmente ci si ingegnava con quello che si trovava per far fronte alle necessità.

Altri elmetti potevano essere usati come secchi, imbuti, sposta letame e tanto altro. Solitamente queste trasformazioni si trovano sugli elmetti tedeschi, sugli M1 invece molto più raramente. Proveniente dall'Italia.


latta munizioni 30.06 riuso

Questa porzione di latta faceva parte di un contenitore a tenuta stagna per il contenimento di 240 cartucce calibro 30.06 Springfield  (7,62 x 63mm) già inserite nelle clip da 8 colpi ciascuna per l'utilizzazione nel fucile semiautomatico Garand M1.

A loro volta queste clip erano inserite nelle bandoliere da 6 clips ognuna.

La latta si apriva con la tipica chiave sulla quale si avvolgeva il filo di latta segnato che divideva la latta. 

Non tutte si aprivano nello stesso modo. 

Il pezzo in mio possesso è in uno stato di conservazione ottimo, in quanto sempre tenuto in garage e riutilizzato da un signore anziano nel mantovano come contenitore per chiodi. (Foto esempio)

Prodotte nello stabilimento (LC) di Lake City Ordnance Plant.


SESSOLA JERRY-CAN

Questa volta abbiamo sotto gli occhi un riutilizzo a mio modo di vedere troppo bello! 

Si tratta di una sessola (o anche conosciuta come sassola) realizzata a mano partendo da una porzione di tanica americana per carburanti (della seconda guerra mondiale) la quale dopo essere stata opportunamente sagomata e piegata è stata fissata ad un manico in legno tramite chiodi.

L'oggetto è sicuramente di fattura civile realizzato per lo spostamento di granaglie.

Difatti come si nota anche dalla foto, nelle fessure si notano ancora alcuni chicchi che sono rimasti incastrati tra il legno e la lamiera che non ho voluto eliminare con la pulizia dell'oggetto.

Altro attrezzo artigianale, simbolo di un'epoca fortemente segnata da una guerra, dove le tracce rimangono ancora oggi indelebili anche negli oggetti più comuni.


riutilizzo sacco di farina usa

Questa volta un riutilizzo davvero insolito e mai visto prima! 

Si tratta di un brandello di stoffa cucito a macchina dalle dimensioni di 24 x 12 cm  ricavato da un sacco di farina militare americano. 

Le scritte che vediamo all'esterno e da entrambi i lati del sacchettino sono ciò che rimane delle diciture che erano stampate sulla parte frontale del sacchetto d'origine.

Il sacco conteneva farina di grano duro, macinata nel Dicembre del 194.. (purtroppo manca l'ultimo numero dell'anno), a Topeka, nel Kansas.

Ben chiari anche parte del numero di contratto del Quarter Master e un piccolo spicchio della mezza luna che ci indica con certezza la produzione per utilizzo esclusivamente militare. 

Ma per che cosa poteva essere stato realizzato?  E' presto detto: 

al tempo il sacchetto era utilizzato capovolto e quindi all'interno vi ho trovato dei timbri, uno con raffigurato un cervo, la scritta "temperati" e il numero 10.

Questi stanno ad indicarci che conteneva pallini da caccia misura 10 in piombo temperato! 

Ritrovato ad un mercatino delle pulci nella bassa Veronese. 


Certificato al Merito

Interessante Certificato al Merito rilasciato al carabiniere Maggiore Maresciallo Di Salvo Vincenzo da parte del comando Americano stanziato in Italia.

Da come si può tradurre questa tipologia di certificato è stato rilasciato a tutti i soldati italiani che hanno combattuto contribuendo significativamente con le forze alleate sotto il loro comando per la liberazione dell' Italia e della sua libertà.

Con la firma autografa anastatica del Generale Harold Alexander.

30 settembre 1945


Sacco aiuti Americano E.D.N.S.I.

Sacco di aiuti inviato dalla popolazione americana in italia tramite E.D.N.S.I.  ('Ente Nazionale per la Distribuzione dei Soccorsi in Italia) che in concomitanza con altre associazioni americane (dopo il 1945) come la C.A.R.E. (Cooperative for American Remittance to Europe) e altre ancora che potevano essere private oppure no e cattoliche o non religiose.

E.D.N.S.I. aveva la sede a Roma e aveva vari punti di smistamento:

-Roma

-Napoli (come questo sacco)

-Lanciano 

Questi "doni" erano una costante nel dopo-guerra, ancora prima del Piano Marshall. 

Questo sacco conteneva farina di mais, come si legge donato dalla popolazione americana, vietata la vendita.


Latta di aiuti Americani

Questo è un barattolo abbastanza raro ormai da ritrovare, intatto e ancora sigillato completo della chiavetta di apertura.

Si tratta di beni alimentari donati dalla popolazione americana, ai paesi duramente colpiti dalla guerra e non destinati allo scambio o alla vendita ma al consumo immediato e diretto a chi venivano dati.

Questo di provenienza 100% italiana, di recentissimo ritrovamento (2014-2015).

La latta contiene dell'olio idrogenato vegetale, quindi una specie di burro vegetale come la margarina.

L'oggetto non è da confondere con i beni del piano Marshall dell'immediato dopoguerra, poiché non riporta lo specifico logo o scritta.

L'oggetto è databile attorno ad inizio 1945 circa, solitamente venivano distribuiti da enti come la Croce Rossa USA.


FORNELLETTO tedesco, riutilizzo CONTADINO

Questo è davvero un pezzo unico nel suo genere sia per lavorazione che per ingegno, simbolo di un'epoca in cui non si buttava via nulla e tutto veniva riciclato,  a causa della miseria e della povertà di allora, portata dalla guerra.

Si tratta di un fornelletto artigianale che è stato costruito prendendo come base di partenza due bossoli, utilizzando il primo come corpo vero e proprio, al cui interno vi è stata inserita una griglia tonda e il secondo (solo fondello) lavorato come utilizzo tappo\piastra.

Al di sotto dove notiamo la finestrella venivano poste le braci e sopra oppure anche internamente (a seconda dell'impiego) ciò che si doveva scaldare\cuocere. 

Non è da escludere anche come creazione per utilizzo lavorativo agricolo. 

Ciò che è certo è che stato costruito da una famiglia contadina, essendo stato ritrovato in un fienile nel Basso Mantovano (2016).

I bossoli utilizzati sono in ferro e di manifattura tedesca utilizzati sul l'obice standard della Wehrmacht SFH 18 (ancora un po leggibile sul bossolo).

Parzialmente restaurato.