Materiale di (ri) utilizzo partigiano e civile

ELMETTO M1 TRASFORMATO

Questa volta abbiamo di fronte un elmetto M1 che è stato riutilizzato e modificato al fine di poter essere utilizzato come una sorta grande cucchiaio, o se ci vogliamo avvicinare ad un attrezzo ben specifico, potremmo dire una specie di pala.

Difatti quasi certamente veniva utilizzato per lo svuotamento di pozzi neri, fogne ecc.. insomma per utilizzi in linea di massima non proprio piacevoli! 

Un attrezzo quindi di riuso contadino come tanti altri all'epoca. 

Ma quello che fa comunque interessare è quando questi riusi sono fatti con elmetti americani, cosa assai più rara rispetto a quelli tedeschi. 

A questo elmo, è stato aggiunto un puntale saldato sul fronte, a cui è stato fissato un legno ricurvo come manico per agevolare la raccolta del materiale. 

In origine vi posso solo dire, che era un ganci fissi (ormai non più presenti) di produzione McCord.

E' stato leggermente restaurato con qualche bagno in acido ossalico cosi da poterlo apprezzare meglio. 

Un oggetto che ancora una volta ci dimostra quanto dura era la vita rurale negli anni 50 e oltre in Italia, con scarsi mezzi a disposizione, dove quello che poteva essere riutilizzato, veniva trasformato con maestria. 

Rari a trovarsi con ancora il manico di origine. 


elmetto M1 scaldino

In origine questo era un elmetto M1 a ganci fissi, anche se questi ultimi sono stati tolti i segni di attacco sono ben distinguibili da quelli mobili.

Il guscio è un McCord a giunzione frontale.

Come avrete ben notato questo elmetto ha subito una trasformazione che lo ha portato da essere un semplice elmetto ad uno scaldaletto!

Infatti sicuramente è stato recuperato (come tutto all'epoca della guerra) e lavorato per poter aggiungerci i piedi di sostegno che non sono uniti tramite saldature ma totalmente tramite perni ribattuti sulla calotta.

Sulla parte posteriore ci sono i segni di attacco di un manico ormai non più presente.

Al suo interno venivano poi versate le braci per poter scaldare il letto nei mesi invernali, tanto è vero che sia all'esterno che all'interno del guscio si vedono chiaramente impronte di "cottura".

L'elmetto è totalmente privo di colore, ma conserva una patina allo stesso modo gradevole e rustica, un ricordo di quando non vi era nulla ma ugualmente ci si ingegnava con quello che si trovava per far fronte alle necessità.

Altri elmetti potevano essere usati come secchi, imbuti, sposta letame e tanto altro. Solitamente queste trasformazioni si trovano sugli elmetti tedeschi, sugli M1 invece molto più raramente. Proveniente dall'Italia.


SESSOLA JERRY-CAN

Questa volta abbiamo sotto gli occhi un riutilizzo a mio modo di vedere troppo bello! 

Si tratta di una sessola (o anche conosciuta come sassola) realizzata a mano partendo da una porzione di tanica americana per carburanti (della seconda guerra mondiale) la quale dopo essere stata opportunamente sagomata e piegata è stata fissata ad un manico in legno tramite chiodi.

L'oggetto è sicuramente di fattura civile realizzato per lo spostamento di granaglie.

Difatti come si nota anche dalla foto, nelle fessure si notano ancora alcuni chicchi che sono rimasti incastrati tra il legno e la lamiera che non ho voluto eliminare con la pulizia dell'oggetto.

Altro attrezzo artigianale, simbolo di un'epoca fortemente segnata da una guerra, dove le tracce rimangono ancora oggi indelebili anche negli oggetti più comuni.


riutilizzo sacco di farina usa

Questa volta un riutilizzo davvero insolito e mai visto prima! 

Si tratta di un brandello di stoffa cucito a macchina dalle dimensioni di 24 x 12 cm  ricavato da un sacco di farina militare americano. 

Le scritte che vediamo all'esterno e da entrambi i lati del sacchettino sono ciò che rimane delle diciture che erano stampate sulla parte frontale del sacchetto d'origine.

Il sacco conteneva farina di grano duro, macinata nel Dicembre del 194.. (purtroppo manca l'ultimo numero dell'anno), a Topeka, nel Kansas.

Ben chiari anche parte del numero di contratto del Quarter Master e un piccolo spicchio della mezza luna che ci indica con certezza la produzione per utilizzo esclusivamente militare. 

Ma per che cosa poteva essere stato realizzato?  E' presto detto: 

al tempo il sacchetto era utilizzato capovolto e quindi all'interno vi ho trovato dei timbri, uno con raffigurato un cervo, la scritta "temperati" e il numero 10.

Questi stanno ad indicarci che conteneva pallini da caccia misura 10 in piombo temperato! 

Ritrovato ad un mercatino delle pulci nella bassa Veronese. 


Tessera sfollato (AEF)

Questa tessera era utilizzata per gli sfollati, cioè quelle persone costrette a lasciare la propria patria, questo fenomeno è meglio noto anche con il termine di "migrazione forzata" dando vita ai profughi di guerra, che erano milioni.

Nella parte anteriore troviamo l'abbreviazione D.P. che sta per "displaced person" seguito da un numero di matricola, nome e cognome e firma dell' individuo, in questo caso italiano.

Sul retro invece viene specificato di tenere questa carta al sicuro per un ritorno sicuro e "assistito" verso casa.

Questa scheda è indice di come gli Alleati tentarono di controllare, regolare gli sfollati.

La nota sul retro della carta come abbiamo visto, indica che era intenzione degli Alleati il ritorno a casa degli sfollati nelle loro terre, che però si rivelò impossibile in molti casi.

Notare anche la scritta "not a pass" sul fronte. 

Anche queste, molto spesso sono storie dimenticate, sofferenze della guerra.


luttino commemorativo dante di nanni

Luttino commemorativo stampato a 10 anni dalla morte del Partigiano Italiano Dante Di Nanni, Medaglia d'oro al valor militare, ucciso il 18 Maggio del 1944.

Sul fronte in angolo è posto un piccolo nastro tricolore, sul retro una dedica del padre e una riflessione per i giovanni che verranno. 


Liberazione di Vighizzolo D'Este

Eccoci con un documento che rappresenta anch'esso un pezzo della storia dell'Italia di ciò che accadde durante i giorni della Liberazione nell'Aprile del 1945.

Questo foglio era forse destinato ad essere buttato e distrutto per sempre, ma fortuna ha voluto forse non per caso che venisse ritrovato proprio durante uno sgombro nel 2015.

Anno dove è ricorso il 70° anniversario della Liberazione dall'occupazione nazi-fascista ad opera degli Alleati ma anche della Eroica Resistenza.

Il documento in oggetto sembrerebbe proprio essere un foglio destinato ad una sede del Comitato di Liberazione Este (Padova).

Il tutto si riassume in poche scandite parole, in cui si comunica che anche il paese di Vighizzolo D'Este (piccolo paese della Bassa Padovana) è stato liberato, si sono arrestati alcuni soldati tedeschi e tutto il paese è sotto controllo e in mano ai combattenti.

Sono presenti anche vari nomi degli uomini che presero parte in quei giorni per il controllo del paese.

Uno di questi sono riuscito a rintracciarlo grazie alla figlia, scoprendo che purtroppo è venuto a mancare già da parecchi anni e da qualche aneddoto raccontatomi, era arruolato inizialmente nel Regio Esercito di stanza in Sicilia nel 1943 come marconista, poi fuggito dopo l'armistizio con gli Alleati, ritornato al suo paese prese parte tra le file partigiane per la Libertà.

Il documento non presenta date, in quei giorni frenetici non era sicuramente necessario.

In queste poche parole è inconfutabile quell'emozione di gioia e libertà che ancora riesce a trasmettere... NON DIMENTICHIAMO.

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Traduzione chiara del documento
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Certificato al Merito

Interessante Certificato al Merito rilasciato al carabiniere Maggiore Maresciallo Di Salvo Vincenzo da parte del comando Americano stanziato in Italia.

Da come si può tradurre questa tipologia di certificato è stato rilasciato a tutti i soldati italiani che hanno combattuto contribuendo significativamente con le forze alleate sotto il loro comando per la liberazione dell' Italia e della sua libertà.

Con la firma autografa anastatica del Generale Harold Alexander.

30 settembre 1945


Sacco aiuti Americano E.D.N.S.I.

Sacco di aiuti inviato dalla popolazione americana in italia tramite E.D.N.S.I.  ('Ente Nazionale per la Distribuzione dei Soccorsi in Italia) che in concomitanza con altre associazioni americane (dopo il 1945) come la C.A.R.E. (Cooperative for American Remittance to Europe) e altre ancora che potevano essere private oppure no e cattoliche o non religiose.

E.D.N.S.I. aveva la sede a Roma e aveva vari punti di smistamento:

-Roma

-Napoli (come questo sacco)

-Lanciano 

Questi "doni" erano una costante nel dopo-guerra, ancora prima del Piano Marshall. 

Questo sacco conteneva farina di mais, come si legge donato dalla popolazione americana, vietata la vendita.


Lotto Partigiano - Inglese

Lotto molto particolare, proveniente dal Passo di Centrocroci nell'Appenino Ligure al confine con l' Emila-Romagna.

Questo luogo è divenuto famoso per la importante divisione partigiana denominata "Divisione Partigiana Centocroci" una delle poche dell'appenino Ligure-Tosco-Emiliano e combattuto contro la dittatura nazifascista per la Libertà e non per un colore politico.

Questi pezzi sono di recente ritrovamento (2013) e si tratta di 3 pezzi particolari ma strettamente legati tra loro.

Infatti tali oggetti erano paracadutati dagli Alleati (in questo caso Inglesi) per supportare i partigiani attraverso lanci mirati con i drop container, il moschettone era parte del supporto di cinghiaggio del contenitore.

Mentre il chiodo a 3 punte, detto anche foragomme o azzoppamuli (dalla Prima Guerra Mondiale) erano veri e proprie armi per sabotare i mezzi di trasporto del nemico.

Il più particolare è sicuramente il tubo, che conteneva 10 cariche esplosive a base di tetrile o fulmicotone da utilizzare a detonatore o direttamente a miccia, leggibili alcuni marchi sul fondo e tracce di etichetta.


Latta di aiuti Americani

Questo è un barattolo abbastanza raro ormai da ritrovare, cosi intatto, ancora sigillato e completo di chiavetta.

Si tratta di beni alimentari donati dalla popolazione americana, ai paesi duramente colpiti dalla guerra e non destinati allo scambio o alla vendita ma al consumo immediato e diretto a chi venivano dati.

Questo di provenienza 100% italiana, di recentissimo ritrovamento (2014-2015).

La latta contiene dell'olio idrogenato vegetale, quindi una specie di burro vegetale come la margarina.

L'oggetto non è da confondere con i beni del piano Marshall dell'immediato dopoguerra, poiché non riporta lo specifico logo o scritta.

L'oggetto è databile attorno ad inizio 1945 circa, solitamente venivano distribuiti da enti come la Croce Rossa USA.


FORNELLETTO tedesco, riutilizzo CONTADINO

Questo è davvero un pezzo unico nel suo genere sia per lavorazione che per ingegno, simbolo di un'epoca in cui non si buttava via nulla e tutto veniva riciclato,  a causa della miseria e della povertà di allora, portata dalla guerra.

Si tratta di un fornelletto artigianale che è stato costruito prendendo come base di partenza due bossoli, utilizzando il primo come corpo vero e proprio, al cui interno vi è stata inserita una griglia tonda e il secondo (solo fondello) lavorato come utilizzo tappo\piastra.

Al di sotto dove notiamo la finestrella venivano poste le braci e sopra oppure anche internamente (a seconda dell'impiego) ciò che si doveva scaldare\cuocere. 

Non è da escludere anche come creazione per utilizzo lavorativo agricolo. 

Ciò che è certo è che stato costruito da una famiglia contadina, essendo stato ritrovato in un fienile nel Basso Mantovano (2016).

I bossoli utilizzati sono in ferro e di manifattura tedesca utilizzati sul l'obice standard della Wehrmacht SFH 18 (ancora un po leggibile sul bossolo).

Parzialmente restaurato.