Elmetti Usa M1-Liner  bellici e accessori

Elmetto m1 hood rubber

In questo elmetto M1 a farla da padrona non è tanto il guscio, quanto il liner stesso. 

Difatti la calotta è una produzione a ganci fissi prodotta dalla McCord, numero di lotto 680B che lo stima come realizzazione attorno a fine Settembre 1943. 

Purtroppo si presenta molto ossidato e di colore ne rimane davvero poco, un aspetto quasi sul "relic" ma il metallo è ancora totalmente robusto e solido.

Dei soggoli non ne è rimasta alcuna traccia. 

Del liner invece possiamo notare fin da subito che ha un aspetto molto diverso dai soliti. 

Trattasi di raro un esemplare a "bassa pressione" come già visto per il modello "St.Clair".

Presenta una superficie interna ruvida ed esterna liscia, tipica di questo sistema di stampaggio liner.

Al centro si nota un cerchio di rinforzo nel quale vi è stampato "HR" acronimo di Hood Rubber Company (Watertown, Massachusetts) solitamente in colore argento\bianco.

La HR utilizzava un sistema di produzione diverso da St.Clair, in quanto usava per comprimere le fibre acqua calda con 113 kg di pressione, impiegando materiali non strategici per lo sforzo bellico.

Possiede A-washers in acciaio nudo, neckband e headband marcate, mentre il soggolino in cuoio è un fine guerra. 

Il webbing del liner non è in ottime condizioni e in qualche punto ormai tende a staccarsi dei rivetti.

Ad ogni modo, un liner che è da apprezzare anche in queste condizioni vista la sua rarità: la Hood Rubber produsse solo lo 0,5% dell'intera produzione di liner, con circa 206.000 pezzi prodotti, fino a fine al 1943 quando il contratto non venne rinnovato.

Ritrovato in Italia.


m1 Relic 3rd infantry division

Eccoci qui con un guscio relic abbastanza particolare, in cui bisogna soffermarsi con calma per poter notare molti particolari.

Partiamo prima di tutto con il dire che il guscio è un ganci fissi di produzione McCord, in uno stato di conservazione molto relic. 

Difatti, si presenta molto corroso, vicino al rim si possono vedere chiaramente le scaglie della sfogliatura del metallo: basti pensare che un guscio sano pesa 1 chilogrammo esatto, questo ora è circa 850 gr. 

Presumo possa essere stato per molto tempo a contatto con il terreno, in certi punti si notano piccoli pezzi di materiale vegetale (tipo paglia) inglobati nella ruggine più esterna in un corpo unico, la parte superiore invece si è fortemente assottigliata.

Nonostante queste condizioni dopo un restauro con l'acido ossalico si è riusciti a far trapelare ancora qualche traccia del verde originale. 

Come noterete, l'elmo presenta su entrambi i lati i fregi divisionali della Terza Divisione di Fanteria americana.  Quel che rimane di questi stemmi è in gran parte composto dal colore blu, il quale è riuscito a conservarsi molto meglio rispetto al bianco sottostante.

In questo frangente il colore risulta molto accesso, ma bisogna considerare il trattamento di restauro subito, composto per l'appunto dall'azione pulente dell'ossalico più la rifinitura esterna in vernice trasparente opaca, che dona quel tocco di lucidità di finitura all'intero pezzo e che fa riprendere luminosità ai colori.

I fregi misuravano indicativamente 4 x 4 cm, tipici come grandezza a quelli realizzati durante la Campagna D'italia e forse non a caso, questo pezzo proviene da un ritrovamento di alcuni anni fa nella zona del Fiume Volturno, dove la 3a Divisione (Ottobre 1943) combatté duramente e aprì la strada verso Cassino.

Gli stemmi sono stati creati a mano, (come spesso accadeva) realizzando prima un quadro bianco e poi delineando le strisce oblique blu.

Si nota un fondo molto irregolare su quest'ultimo colore, ma credo che ciò sia dovuto alle condizioni naturali in cui è stato esposto, unito all'incrostazione .

Difatti anche il colore verde originale del guscio in certi punti si presenta come se fosse al disopra dell'ossidazione (cerchio giallo in foto), quindi del tutto genuino.

Queste particolarità sono state create dall'ambiante stesso di conservazione e possono trarre facilmente in inganno con un falso, ma replicare dei micro-puntini di colore a mano e la sfumatura che si vede non è possibile. 

Nella parte posteriore si nota per un 20-25% quel che resta della banda bianca orizzontale da sottufficiale. 

Sul fronte invece oltre che ad assere presente un foro che ha letteralmente fatto crepare l'acciaio separando la giunzione del rim, si distingue una traccia di vernice arancio. Probabile marcatura reggimentale.

Le ultime foto mostrano come si presentava il guscio prima e durante il trattamento.


Liner Saint-Clair

Il liner prodotto da Saint Clair è un cosiddetto "liner a bassa pressione" e ne vennero prodotti solo un 3% di tutta la produzione totale durante la seconda guerra.

Questi vennero creati dalla SC e dalla HR (Hood Rubber) che però a causa delle scadenti caratteristiche di questi sotto-gusci non videro rinnovati i contratti a fine 1943.

I principali difetti erano la poca resistenza alla rottura e l'alta probabilità di deformazione, in quanto non riuscivano a mantenere in maniera duratura lo stampo originale.  

Quello che vediamo in foto è databile circa nel 1942. 

Interessante è notare la finitura esterna estremamente ruvida dei SC anche se non sempre veniva utilizzata questa soluzione. 

Altro dettaglio è che a differenza delle altre ditte di produzione liner, questa verniciava le calotte prima del montaggio dei rivetti, questo spiega la diversa tonalità di colore delle capocchie esterne. 

Osservando lateralmente  il profilo del liner si vede anche che in questi modelli veniva creato uno "scasso" in corrispondenza dei ganci dell'elmetto.

Presenta A-Washer non verniciate e non protette, in acciaio nudo.

Headband prodotta da AM Stay. 

Strepitose anche le condizioni del soggolo in pelle, con ribattino verniciato in verde, con ferma corsa a fermo non stondato ma a taglio.

Da ricordare inoltre che sono note ben 11 versioni diverse di assemblaggio di liner Saint-Clair sempre, in ogni caso, assemblati assieme a elmetti McCord.


M1 RELIC First LieutenanT

Non dispongo di molte informazioni su questo elmetto, so solo che proviene dal territorio italiano e che appena acquisito era stato abbondantemente ricoperto di nafta come vecchio metodo di protezione contro la ruggine.

L'elmetto è un ganci fissi di produzione McCord a giunzione frontale in condizioni relic.

Conserva ancora entrambi i ganci fissi, uno dei quali con ancora uno spezzone di sottogola cucito. 

Porta sul fronte e sul retro i fregi da First Lieutenant molto spartani e imprecisi. 

Quest'ultimi prima del trattamento con acido ossalico erano appena appena visibili al di sotto dello sporco e dell'ossidazione.

Da notare come fregio dietro sia totalmente decentrato. 

Impossibile non vedere l'impatto da proiettile che ha subito la calotta:

un colpo a filo dell'acciaio, creando in uscita uno squarcio molto grosso. 

Probabilmente chi lo indossava ha avuto buone possibilità di essersi salvato, ma è logico che sono solo supposizioni. 

Completamente restaurato, trattandolo internamente con un convertitore di ruggine ed esternamente con acido ossalico, riportando cosi alla luce parecchia vernice verde.

Un pezzo che basta guardarlo qualche secondo in più, per riflettere e pensare a quello che ha potuto provare questo soldato in quel tragico momento, con la speranza che sia potuto sopravvivere.

Nell'ultima foto una fase di risciacquo dell'elmo dopo l'ossalico.


M1 RELIC  91st infantry division

Questo M1 è stato ritrovato l'anno scorso (2015) in una cantina di una casa di campagna di Cecina (LI), raccolto ai tempi della guerra nella zona di Riparbella, dove passarono gli Americani verso l'inizio di Luglio del 1944.

Da ciò che si può notare, le condizioni di questo elmetto sono al quanto scarse, ma grazie ad un buon lavoro di restauro sono riuscito ad ottenere un ottimo risultato per la  di presentazione che indubbiamente trasmette molta storia.

Appena ritrovato il fregio non era visibile, successivamente, dopo un'accurata pulizia ed il magnifico lavoro svolto dall'acido ossalico questo ha portato alla luce un bellissimo fregio della 91st Infantry Division, chiamata anche "Pine Tree Division" o anche "Wild West Division"; inoltre l'ossalico ha messo in risalto un bel colore verde. 

L'elmetto è un ganci fissi, con giunzione anteriore del bordino in acciaio inox.

Sul lato posteriore si possono notare le indistinguibili crepe di "stress da stampo", tipiche delle versioni dei gusci a ganci fissi, qui accentuate anche dalle pessime condizioni in cui è stato conservato l'elmetto.

Su di un lato invece troviamo una zona che considero "da impatto", forse provocato da una scheggia o comunque da una botta violenta.

Questo lo si deduce proprio dal dettaglio dello strappo del bordino in inox che infatti risulta lacerato.

La calotta venne ribattuta centralmente all'interno per farlo stare in equilibrio, quindi è stato usato probabilmente in ambito civile, il che ha permesso che arrivasse fino a giorni nostri.

L'interno sono stato obbligato a trattarlo con un antiruggine nel modo più delicato possibile, purtroppo infatti era presente moltissima ruggine che non ho voluto lasciare in modo da garantire nel complesso una migliore conservazione.

Personalmente non amo i fregiati, ma questo posso star certo che sia rimasto intoccato, tranne che da un soldato americano 72 anni fa a cui non potremo mai dare un nome.

Un pezzo che per quanto mi riguarda pieno di fascino. 


SEMPLICE, MA UN BEL M1

Elmetto M1 a ganci fissi di produzione McCord con numero di lotto 109B che lo va a collocare come fabbricazione presunta attorno all'Aprile 1942.

Bordino in acciaio inox a giunzione frontale.

Come si evince dalle foto questo elmo appare quasi in condizioni "mint" cioè nuovo di fabbrica, non utilizzato.

Dico appare, proprio perchè sappiamo invece che l'elmetto in questione è appartenuto al PVT Carl William Flagg, classe 1918, arruolatosi il 15 Giugno del 1943.

Sicuramente non deve averlo utilizzato per molto tempo, visto che è quasi immacolato. 

Dell'appartenenza possiamo averne la certezza grazie al numero dell'army serial number riportato sul soggolo lungo della calotta e dal cognome "Flagg" scritto a penna nel retro del neckband.

Presenta un'ottima colorazione sia del guscio (anche internamente) che del liner che sembrano quasi intoccati, con ancora tutta la loro finitura anti riflesso.

In particolar modo la calotta ha un cork veramente strabiliante, tipico delle produzioni belliche. 

Soggolo primo tipo, con fibbie in ottone e J-hook appuntito.

Il liner è un bellissimo esemplare ad alta pressione prodotto da Firestone (verso la fine 1942) con A-washers in acciaio nudo, headband (consumata ma solida) prodotta dalla George Frost Co. 

Il soggolino in pelle ha ganci, rivetti e ribattino di colore verde, con una leggera aggiustatura effettuata da me, in quanto in origine era spezzato (come spesso accade).

Neckband con automatici marcati united carr. 

Un pezzo quindi che non ha visto la guerra, ma che ad ogni modo porta con se i dati del suo proprietario al quale era stato dato, e che nella sua semplicità racchiude una storia che viste le sue condizioni sembra essersi fermata ad allora. 

Sotto il record del NARA del PVT Flagg. 

Non ho trovato maggiori informazioni in merito a questo soldato, se non la sua tomba nel Greenlawn Memorial Park (Jefferson County, Texas) assieme alla moglie. 


elmetto m1 camo first lieutenant

Elmetto M1 di produzione McCord  a ganci fissi a giunzione anteriore del rim in acciaio inox.

All'interno della falda risulta appena leggibile il numero di lotto un "86" la lettera rimane indecifrabile, produzione (stando alla tabella) probabilmente a fine Marzo 1942.

Esternamente da come si vede nelle foto non presenta una colorazione unica, ma più sfumature di verde che variano dal giallino al verde chiaro, che donano all'elmetto un effetto camuffato.

Anche internamente al guscio sono presenti le stesse tonalità.

Visivamente risulta vissuto e battle damaged, (come si dice in questi casi) ma conserva una buona ruvidità del cork.

Ai ganci rimane un solo soggolo intero, al cui interno del laccetto è stato scritto dal proprietario il suo nome (un certo "GOMER") con gli ultimi 4 numeri di matricola, gancio in ottone.

Il liner è stato prodotto da Westinghouse con A-washers in acciaio nudo (1942), neckband "AmStay" con bottoni marcati "united carr", mentre sulla headband non sono più ben leggibili le marcature. 

Dettaglio singolare che riguarda sempre l'interno di questo liner, è che è stato ritrovato cosi come lo vedete, con una confezione in cartone vuota di un kit medico, inserita nel webbing.

Esternamente rimane poco colore originale, ma sul fronte è presente un bel fregio da "First Lieutenant".

Nel complesso un guscio davvero interessante e ben apprezzabile. 

Soggolo in pelle e retina leggera sono stati aggiunti da me in seguito.


ELMETTO M1 HAWLEY USMC

Questo strepitoso elmetto viene direttamente dagli States dove è stato ceduto dalla famiglia di un veterano che ha servito nei Marines (USMC) a partire dal 1942, nel teatro di guerra del Pacifico, fino alla alla guerra di Corea, per poi congedarsi nel 1953. Purtroppo non sono potuto venire a conoscenza del serial number, ma ho saputo da suo nipote che il nonno si chiamava Jon Kreager.

L'elmetto è un M1 di produzione McCord, con giunzione frontale del bordino. Il numero di lotto è illeggibile, ma probabilmente la produzione risale al 1942, presenta ganci fissi e sottogola con aggancio in ottone del secondo tipo introdotti nel 1941.

La parte più interessante è sicuramente il liner, il quale è uno dei primi modelli in cartone pressato, prodotto dalla Hawley oppure dalla General Fiber, ma anche in questo caso non essendo più leggibile nulla all'interno della calotta risulta difficile affermarlo con certezza, visto che risultano essere praticamente uguali.

Quello di cui possiamo essere certi è che si tratta di un "second pattern", ovvero una versione secondaria un po più tarda rispetto alla prima.

Questo è riscontrabile dalla presenza dei fermi delle sospensioni interne non più rettangolari, ma del tipo "A-Washer" non verniciate, che si trovano su tutti i modelli successivi ad alta pressione.

La fibietta del liner ha il ribattino su cui è presente ancora qualche traccia di verde, sistemato al di sotto dell'elmetto e mai toccato.

La headband è un modello introdotto nel 1942 ad anelli sfalsati per la regolazione. Nel complesso un elmetto vissuto al punto giusto, che ha visto la guerra ed ha un patina e un colore sublime.

Purtroppo il nipote all'epoca della cessione lo separò dalla sua cover USMC originale, che vendette in anticipo. Questo ci può far capire per quale motivo il colore dell'elmetto sia ancora così ben conservato e con la sua rugosità.


m1 camo fronte italiano 1944

Questo elmetto M1 proviene da un ritrovamento avvenuto in Toscana negli anni '70 ed è rimasto intoccato fino ai giorni nostri così come è stato rinvenuto; si tratta quindi di un oggetto al 101% della Campagna D'Italia.

Quello che abbiamo di fronte è un elmetto prodotto dalla McCord Radiator con numero di lotto 122C che ne va a collocare la produzione all'incirca verso il Maggio del 1942; un numero effettivamente molto basso.

Inutile dire che, essendo un ganci fissi, su certe zone presenta come sempre evidenti segni di stress da stampo del metallo (crepe), tipici di queste prime produzioni di gusci.

Una parte molto interessante è il colore esterno, sicuramente e senza ombra di dubbio questo è stato rivisto dal proprietario, infatti si notano diverse tonalità di colore, dal più scuro al più chiaro, con un effetto notevole.

Nella parte esterna e alta della calotta sono presenti segni di ammaccature, ma probabilmente sono dovute al riscaldamento di qualche sostanza all'interno del guscio, infatti la zona è circolare e ben delineata.

Internamente invece, per il motivo appena citato, il colore è stato modificato all'epoca con del verde OD originale.

I ganci del soggolo son in ottone, con il tipico colore giallastro e J-Hook tagliati a punta.

Il liner invece un classico Westinghouse con le A-Washer non verniciate,

ma trattate con un rivestimento giallo da un protettivo chimico per evitarne l'ossidazione.

Neckband con bottoni marcati "United Carr" e timbri sul retro, soggolino in pelle con rivetti e ribattino verdi.

Davvero un bellissimo M1 ruspante e testimone di ciò che avvenne in Toscana nell'agosto del 1944. 


Liner M1 Military Police

Questo liner proviene direttamente dal territorio italiano anche se, purtroppo, non so con precisione quale sia la zona esatta.

Il liner è di produzione Westinghouse con A-Washer di colore verde che mi portano a pensare ad una realizzazione datata 1943 circa.

Possiede una bellissima headband con chiusura ad anelli sfalsati, introdotta nel settembre 1942, marcata Stay.Co. ed un neckband marcato sugli automatici "United Carr" con timbro posteriore.

Il soggolino anch'esso di produzione bellica ha la fibietta e i rivetti di colore verde. Come si può notare sulla parte frontale, il liner presenta le lettere "MP" acronimo di Military Police, le quali sono scritte a mano con colore bianco, in modo abbastanza impreciso ed artigianale.

Questa cosa non deve meravigliare, poiché spesso i soldati usavano realizzarle in questo modo e ciò a conferma che non tutto veniva fatto secondo i canoni regolamentari.

Anche se privo del suo guscio questo liner sa presentarsi con un forte impatto visivo, grazie anche alla sua completezza nei dettagli.


Elmetto M1 ganci mobili "S"

Eccomi qui a presentarvi un elmetto M1 ganci mobili.

L'elmetto è ben conservato anche se il guscio presenta una vistosa ammaccatura, forse causata dall'impatto di un proiettile o una scheggia.

Molto bella è la verniciatura che si presenta pulita e molto rugosa.

La giunzione del bordino è anteriore ed è numerato internamente 265A con una bella S poco sotto.

Questa S lo identifica come un M1 prodotto dalla Schlueter, che produsse dal 1941 al 1945 circa 2.000.000 di calotte ( mentre la McCord circa 20.000.000); ciò rende questi esemplari decisamente più rari e ricercati rispetto ai McCord.

Il soggolo del guscio è una riproduzione da me aggiunta per completarlo al meglio, poiché in origine aveva solo una cinghia tagliata, che ho comunque conservato.

Il liner è verniciato di verde scuro, prodotto dalla MSA acronimo di "Mine Safety Appliance", databile come produzione tra il 1943-1944; su una sospensione è ancora presente una scritta.

Le A-Washer sono di colore verde, la headband invece è marcata sull'attacco, con graffette anch'esse di colore verde.

Il neckband possiede automatici marcati "United Carr" con il timbro posteriore.

Il sottogola del liner è abbastanza vissuto, un rivetto diverso è stato applicato come riparazione mentre il ribattino, di produzione bellica, è colorato in verde.

Nel complesso il liner è completo.

Ho aggiunto una bella retina a maglie larghe per concluderne al meglio la presentazione.


elmetto m1 battle damaged

Sono proprio questi i pezzi che mi piacciono, pezzi che ancora guardandoli possono raccontare da soli la storia con particolari forti e che fanno riflettere, purtroppo mai con storie belle, ma sempre nella dimensione tragica della guerra. Si tratta di un elmetto M1 di produzione McCord a ganci fissi e bordino inox con giunzione frontale, molto probabilmente prodotto nel 1942 (dico ciò in quanto il numero di lotto non è totalmente leggibile).

Quello che balza subito all'occhio è il danneggiamento della calotta provocato da una scheggia e poco più in là da un colpo di fucile (forse tedesco?).

Il buco ha un diametro esatto di 7,92mm esattamente come le munizioni utilizzate per esempio da Mauser Karabiner 98k.

Si presenta così, privo di liner e su di un gancio fisso è ancora presente un pezzetto di soggolo in canapa.

Ciò che rende questo elmetto suggestivo è la sua patina data dal tempo, inoltre conserva ancora buone tracce di vernice verde sia dentro che fuori dalla calotta e una marcata rugosità, il tutto nel complesso richiama fortemente il suo passato.

La speranza è che nessuno possa aver perso la vita in questo elmetto, magari che sia stato colpito in seguito.

Purtroppo non lo sapremo mai e in qualche modo quindi conserverà per sempre con se questo segreto. Proveniente e ritrovato in Italia.


Elmetto m1 relic ganci fissi

Elmetto M1 ganci fissi con giunzione anteriore, di produzione McCord.

Ritrovato nel 2012 in un vecchio fienile crollato lungo il Passo della Futa.

Restaurato con un leggero bagno in acido ossalico e trasparente opaco per stabilizzare la ruggine.

Risulta molto rovinato e del liner prodotto e marcato CAPAC rimane ben poco;

elmo veramente ruspante.

Sicuramente "racconta" e trasmette molta più storia di altri pezzi qui presenti, storia di un passato tumultuoso.


Elmetto m1 molto particolare...

Elmetto M1 proveniente dalla Normandia (Francia).

Giunzione anteriore e ganci mobili, prodotto da McCord.

Le condizioni sono come vedete in foto, alquanto strane, soprattutto perché come potete vedere è totalmente ricoperto da conchiglie incollate con dello stucco.

Ho avuto qualche fonte certa che mi ha riferito che all'epoca si usava renderli così e posizionarli sui cancelli delle case in Normandia.

Alcuni sostengono che non sia possibile la presenza di un ganci mobili in Normandia, ma vorrei ricordare che esistono foto molto chiare dell'utilizzo di questi elmetti nella suddetta zona successivamente al D-DAY.

Per alcuni può risultare particolare per altri ORRIBILE, resta comunque un pezzo unico.

Se avete altre informazioni a riguardo ben vengano.


Elmetto m1 ganci mobili "VAM"

Interessante guscio M1 bellico prodotto da McCord, con giunzione frontale, ganci mobili e numerato all'interno nella falda con il numero 1009F che si può datare come produzione attorno al luglio-agosto del 1944.

Questa calotta si presenta verniciata di colore blu scuro, con un doppio fregio sulla parte frontale.

Era utilizzato dalla VAM ITALIANA (Vigilanza Aeronautica Militare) che impiegò esemplari di M1 al posto dell'elmetto italiano M33, presumibilmente negli anni '50 nel dopoguerra.

Il liner invece si presenta riverniciato con verde liscio, di produzione Firestone con A-Washer verdi (1943-44), mancante dei cinghiaggi interni.

Oltre che dalla VAM, altri esemplari di M1 bellici furono utilizzati dalla Croce Rossa e dalla Marina Italiana.

Non vennero invece mai usati dall'Esercito Italiano che continuò ad usare ancora per molto tempo il buon vecchio M33.


ELMETTO M1 BELLICO nel VIETNAM

Questo elmetto rappresenta una consuetudine già accertata che materiali di produzione bellica (2GM) furono più volte riutilizzati anche negli anni successivi alla guerra di Corea, in questo caso arrivando fino alla guerra del Vietnam.

Qui proposto ho un elmetto M1 di produzione McCord a giunzione frontale, con numero di lotto 1098, che lo colloca ad una produzione verso dicembre del 1944.

I ganci sono mobili, rimodernizzati nel dopoguerra con un sottogola verde non cucito e con il famoso gancio a "pallina".

Internamente la calotta conserva il suo colore originale, mentre all'esterno una rifinitura antiriflesso che non ho mai visto prima, anche se nelle foto non si vede.

Il liner è anch'esso di tarda produzione bellica (riverniciato), prodotto dalla "Seaman Paper Company"e possiede A-Washer brunite, sottogola in pelle con ribattino nero e riportante il numero di contratto, chiaramente post-bellico.

La headband è datata 1945 ed è bellico anche il neckband.

All'esterno il guscio è coperto da un telino di mimetismo Mitchel reversibile (dal numero di contratto si apprende che la produzione è del 1970) e da una fascia elastica nella quale ho voluto inserire un pacchetto di sigarette Chesterfield del periodo e uno Zippo per dargli un aspetto più accattivante, mentre le scritte che vedete sull'elastico stesso erano già presenti.


Rete per elmetto M1

Rete originale a maglia grossa, utilizzata sopra al guscio dell'elmetto americano M1 per dotarlo di camuffamento.

Queste reti a maglie larghe venivano recuperate da reti utilizzare per la mimetizzazione dei veicoli.

Si videro molto nel Pacifico ma anche un po in tutta Europa.

Veramente bella e ben conservata, la reperibilità di questo semplice oggetto risulta difficoltosa a causa dei numerosi cloni presenti sul mercato.