Tasche, giberne, fondine ...

M7 Assault Gas Mask bag "experimental"

Come abbiamo già visto in precedenza, la sacca impermeabile atta al contenimento della maschera anti-gas d'assalto M5 venne prodotta a partire dal febbraio 1944.

Ma il modello che abbiamo qui sotto potrebbe essere stata una delle prime versioni ad essere prodotta in modo "sperimentale".

Difatti, differisce dal modello standard per la presenza sul fronte della sacca di una valvola. 

Questa valvola crea un collegamento direttamente con l'interno della sacca, tramite la quale insufflando aria fa gonfiare la sacca come un palloncino senza che questa perda un solo soffio. 

L'operazione è possibile grazie alla gomma con il quale è stata ideata la sacca fin da subito, dovendo essere waterproof.

L'odore che emana è del tutto uguale a quello di una camera d'aria per biciclette.

La si più gonfiare anche semplicemente a bocca, basta svitare la valvola, soffiare e richiuderla. 

L'ideazione di questo sistema non trova fonti ufficiali, ma quasi sicuramente lo scopo era quello di garantire al soldato durante lo sbarco anfibio un galleggiabilità in più oltre alla classica cintura salvagente. 

Evidentemente non si rivelò con tutta questa utilità, in quanto poi vennero prodotte senza. 

Sono davvero molto rare, qui la potete osservare in tutti i suoi dettagli. 


M7 ASSAULT GAS MASK BAG waterproof

Questa sacca porta maschera antigas fu portata a realizzazione ad inizio 1944, ma fu interrotta molto presto, nell'agosto 1944 per problemi di produzione ed utilizzo.

Difatti durante il processo di fabbricazione si ebbero enormi difficoltà a modellare il neoprene portando ad enormi sprechi di materiale e sul campo il neoprene non andava d'accordo con le basse temperature, divenendo troppo rigido.

La borsa fu inventata allo scopo di creare un contenitore a tenuta stagna, dove la maschera da assalto M5 poteva stare al sicuro e non bagnarsi. 

Come già accennato è realizzata in tela ricoperta di neoprene, presenta ai lati lacci con occhioli e moschettoni per essere portata in più modi. 

Difatti poteva essere messa al petto oppure all'anca o alla coscia, come si può vedere  sotto nelle foto d'epoca.

La chiusura avveniva con l'arrotolamento della gomma stessa, che arrivata ad un punto si poteva abbottonare con quattro bottoni automatici per essere fissata. 

Versioni con i "fastners" sono realizzazioni del dopo-guerra. 

Sul davanti vi erano impresse con inchiostro giallo le diciture "US - U- ARMY ASSAULT GAS MASK";  nell'esemplare in foto poco visibili.

Vennero usate durante il D-Day sia per i paracadutisti che per le truppe di assalto e seppure di poco davano un aiuto in più al galleggiamento in acqua, vista la loro tenuta stagna.

Pezzo proveniente dalla Normandia, in stato di conservazione "combat".  


M1938 Shotshell Pouch

Questa tasca porta munizione non è affatto facile da trovare.

Si tratta del "pouch" ideato per essere agganciato alla cintura "Pistol belt" e capace di contenere dodici cartucce per fucile a pompa modello Winchester Model 1912 oppure il modello precedente, il Model 1897.

Quest'arma non venne molto diffusa in quanto nel teatro di guerra europeo se ne vide pochissimo il suo utilizzo, mentre nel Pacifico, grazie anche alle condizioni ambientali (presenza di giungla) trovò il suo impiego ideale.

Detto ciò, la tasca in questione non venne utilizzata molto spesso, soprattutto a causa della sua scarsa capacità di contenimento munizioni, cosa che indusse i Marines a preferire altri tipi di gibernaggio non necessariamente studiati per tale scopo.

Questo pouch è stato prodotto dalla JQMD (Jeffersonville Intermediate Quartermaster Depot in Indiana) ed è datato 1943.  

Il marchio è uno dei più facili da trovare, gli altri più rari sono: "Rubon K.C." o "Airtress Midland".

Il modello della JQMD è il solo che riporta sul fronte della tasca le scritte "POUCH, AMMUNITION SHOTGUN".

Questo particolare, alla vista più accattivante, lo rende quindi tra i modelli più contraffatti.

Un particolare molto importante da osservare sono le marcature presenti sui bottoni, qui marcati "Star Pull".

All'interno vi erano cucite le asole per l'inserimento delle cartucce, ma in questo qui presente purtroppo sono state rimosse. 


thompson drum pouch

Questa giberna fu appositamente realizzata per il contenimento di un singolo caricatore modello "drum"  (a tamburo) da 50 colpi calibro 45 ACP per il mitra Thompson M-1928A1.

La tasca poteva essere indossata tramite la tracolla regolabile oppure grazie al passo posteriore, direttamente attaccata al pistol belt.

Come già sappiamo questa tipologia di caricatori non ebbe mai un grande successo a causa del peso, della rumorosità che creavano i colpi all'interno del serbatoio, unito al fatto che gli inceppamenti erano molto frequenti. 

Fu comunque maggiormente impiegato nelle fasi iniziali nel teatro del pacifico (Guadalcanal 1942-1943) e subito dopo sostituto con le versioni bifilari da 20 e 30 colpi.

Il modello in mio possesso non ha marchi o date visibili, forse perse con il tempo.

È stato ritrovato in Italia, esattamente in Piemonte e da quello che mi raccontava chi lo ha ritrovato è probabile che fosse materiale aviolanciato in supporto alle formazione partigiane della zona da utilizzare anche come tasca generica.

È importante ricordare che i partigiani in Italia furono riforniti di molti esemplari di Thompson M-1928A1.


Bag, Spare Magazine smg [relic]

Questa borsa a tracolla fu creata per il trasporto di caricatori di scorta per le SMG

In particolar modo fu utilizzata per i caricatori bifilari del Thompson Submachine Gun, ma poteva andare bene anche per l' M3 (grease gun).

Poteva contenerne fino ad otto pezzi da 30 colpi ciascuno.

Il contenitore vide un largo uso in tutto l'ETO (oltre che nell'esercito) anche fra le truppe aviotrasportate; ciò crea per antonomasia uno di quegli articoli della buffetteria che non possono mancare nella creazione di un setup di questo tipo. 

L'oggetto in foto è molto malridotto, ma ancora sul retro resta leggibile il produttore e la data : BOYT 42, uno dei più rari da trovare rispetto agli altri costruttori.

Il bottone è mezzo strappato, è marcato "star pull". 

La cinghia è assente, resta solo un anello di un passante, ma sul coperchio di chiusura si notano due tagli, probabile riutilizzo per poterlo agganciarlo alla cintura.

Recuperato ad un mercatino delle pulci nella bassa Mantovana, pezzo relic ma della Campagna D'Italia.


Bag, canvas, field, od, m-1936 [capt. rose]

Chiamata più comunemente "Musette Bag", questo zaino fu introdotto a partire dal 1936, sul disegno del precedente, il modello M-1921.

Pensato e distribuito a tutto l'esercito: dai soldati semplici, agli ufficiali, alle truppe motorizzate, ai paracadutisti.

La tonalità di verde impiegata fu Olive Drab #3.

La musette bag poteva essere portata in due modi, grazie agli attacchi dei quali fu dotata:

-Attaccata tramite i moschettoni agli spallacci  (suspenders -belt  m-1936) e quindi portata dietro alla schiena come un vero e proprio zainetto;

-Oppure dotarla di straps, (la stessa utilizzata sugli ammo-bag ad esempio) e portarlo così a tracolla come un "tasca-pane" (vedi foto);

Oltre alla tasca interna che è divisa in più scomparti, troviamo una tasca a tutta larghezza nella parte posteriore e una più piccola su di un fianco, dotate entrambe di chiusura a bottone passante. 

Il produttore era scritto nella parte interna della chiusura, in questo caso HINSON MFG. CO. datato 1941.

Furono realizzati da più di 40 produttori diversi, fino al 1945 con particolari e migliorie diverse nei vari anni.

L'esemplare in foto proviene dal Belgio e come spesso accade, è probabile trovare marcature del proprietario.

Qui ne sono presente tre.

La più grande di colore bianco ci indica che era di proprietà di un certo Capitano Rose con seguente numero di matricola preceduto da una "O", mentre quella più sotto (si legge molto poco) e quella interna ad inchiostro sono antecedenti, per il fatto che il Capitano Rose qui si era marcato con la sigla" LT" acronimo di Lieutenant.


fondina m-1916 - private  purchase

Non sempre tutto il materiale che faceva parte dell'equipaggiamento proveniva direttamente dalla fornitura ufficiale dell'esercito, ma esisteva anche la possibilità che certi accessori potessero essere acquistati direttamente dal soldato, di produzione privata. 

E' sicuramente il caso di questa fondina in cuoio marrone che come noterete replica totalmente l'immagine della fondina regolare modello M-1916 e che se osservata con poca attenzione può sembrare uguale. 

La prima cosa che si nota appena si prendono in mano i due modelli è la differenza di peso.

Il modello privato è più leggero di 100 grammi (in questo caso) e caratterizzato da una linea più sottile in spessore e quindi più piatta ma anche meno robusta vista la mancanza dei rinforzi interni e delle cuciture più rade di quella d'ordinanza. 

Spesso l'acquisto privato era dovuto proprio ad una questione di comodità e portabilità ed in questo caso essendo meno pesante ed ingombrante era stata preferita. 

Interessante vedere come il logo US sulla patta non sia all'interno del classico semicerchio ma in un cerchio. 

La fondina è stata ritrovata in Italia, nella Toscana quindi arrivata a noi tramite la Campagna D'Italia.

Molto particolare e non comune, nelle ultime foto la fondina privata paragonata con una classica M1916 della boyt1944.


Fondina M3 modificata

Fondina ascellare modello M3 introdotta nel 1942, inizialmente per i piloti dell'aviazione, poi per tutte le forze armate statunitensi.

Questa presente in foto è stata ritrovata anni fa da un agricoltore in un casolare di Pavullo (Modena).

E' stata prodotta dalla Enger-Kress ed è datata 1944.

Presenta un particolare interessante in quanto si nota un laccio aggiuntivo, sicuramente una modifica fatta dal soldato all'epoca con alcuni pezzi provenienti da una fondina modello M-1912.

Tramite questa aggiunta si voleva evitare così un eccessivo sobbalzo della fondina intorno al corpo ed anche se al di sotto è presente un occhiello per l'aggancio alla cintura, questo non veniva spesso utilizzato poiché scomodo.

Solamente più tardi, nel 1945, iniziò la produzione della fondina M7 sulla quale era stato cucito appositamente un semi-laccio toracico.

Bel pezzo ruspante, infatti si notano molto bene all'interno i punti di usura causati dall'arma.

Inoltre sembrano essere presenti alcune macchie, forse di sangue, ma potrebbe benissimo essere olio o altre sostanze.


Fondina m-1916 - Boyt 42

Una fondina del genere non poteva mancare nella collezione.

Vi presento questa M-1916 prodotta nel 1942 dal fornitore Boyt (durante la guerra ci furono ben undici fornitori).

Questa tipologia rappresenta una delle fondine per Colt 1911 più longeve della storia.

Al suo interno alloggiava la pistola semiautomatica Colt M1911A1.

Nella parte posteriore troviamo il gancio per poterla attaccare al cinturone Pistol Belt.

Come manifattura si presentano sempre molto robuste queste fondine, con importanti giri di cuciture a garantire la massima resistenza all'utilizzo gravoso.

Questa in mio possesso ha un bell'aspetto ruspante ed è stata sicuramente impiegata in guerra.

All'interno si possono notare i punti usurati del cuoio dove era a contatto con gli spigoli dell'arma.

Ritrovata di recente (2011-2012) nei dintorni di Bologna, sulla linea Gotica.

Ho provveduto solo ad idratare bene il cuoio con del grasso.  


cartridge-belt m-1917

Questo modello denominato esattamente "Cartridge Belt M-1917 Dismounted" fu prodotto dal 1911 fino al 1920, quando fu sostituito dal più capiente e rivisitato modello M-1923 per contenere le clip da otto colpi del Garand M1.

Infatti questo modello fu ideato prima della nascita del Garand per l'utilizzo delle munizioni dei fucili a ripetizione manuali come il M-1917 e il famoso M-1903, conosciuto anche come "Springfield",  tutti funzionanti con le munizioni .30-06. Quest'ultimi avevano la lastrina di caricamento veloce da cinque colpi, il cinturone M-1917 poteva contenerne due per ogni tasca arrivando così ad un totale di cento cartucce.

Tuttavia questo cinturone poteva essere usato anche per le lastrine del Garand, infatti anche se entrano un po strette per quanto riguarda l'altezza, queste possono alloggiare discretamente; prova ne è l'utilizzo durante la Seconda guerra mondiale.

Si distingue dal modello successivo (M-1923) per la tipologia di regolazione sul retro.

Infatti mentre il modello successivo aveva la regolazione esclusivamente tramite cinghie e passanti, questo presenta ancora gli occhioli dove fissare le spine della cinghia di regolazione.

Tutte le parti metalliche sono in ottone e ogni taschina presenta nella parte bassa una fettuccia di rinforzo.

Questo in mio possesso ha anche numerosi timbri (abbreviazione del reggimento, compagnia ed altri numeri), sicuramente stanti ad indicare un identificativo del soldato a cui apparteneva.

 


M-1912 Pistol magazine [British made]

Tasca porta caricatori da cinturone "Pistol Belt" per pistola Colt M-1911A1.

Questo modello M-1912 riporta all'interno la dicitura "British Made", chiaro termine che ne indica la provenienza dalla manifattura inglese per rifornire l'esercito americano.

Datata 1943 e prodotta dalla M.E.Co. (Mills Equipment Company)

Da notare sopra le scritte la marcatura con la tipica freccia "Arrow".

I bottoni sono marchiati "Lift the dot".


Tasca porta-caricatori Thompson

Bella tasca da cinturone a cinque posti che conteneva caricatori da venti colpi per fucile mitragliatore Thompson.

Marcata sul retro U.S. D.B ?? 1943. 


Porta Kit medico m-1924

Tasca porta kit di medicazione individuale M-1924 in dotazione ai soldati. Condizioni abbastanza vissute.

Sul retro è datata 1942 e con il nome della ditta produttrice, anche se come si può notare è poco comprensibile.

Questo modello fu utilizzato subito dopo il M-1910 della Prima guerra mondiale. Bottone marcato "Star Pull".

Proveniente dagli Stati Uniti. 


Cintura di salvataggio m-1926

Cintura di salvataggio o salvagente da sbarco modello M-1926 della US Navy, utilizzato dalle truppe da sbarco e dal personale della Navy.

Data la sua praticità, in quanto lasciava libere le braccia, venne utilizzato anche da numerosi piloti da caccia dell'USAAF, che quindi lo preferivano al Mae West.

Anche i reparti del genio lo utilizzarono durante la costruzione o riparazione di ponti.

Nonostante ad un primo sguardo sembri poco efficace, in realtà aveva ottime proprietà di galleggiamento.

Costruito interamente in gomma ricoperta di tessuto.

Per gonfiarlo vi erano due modi: il primo consisteva nel gonfiarlo con la bocca tramite i due tubetti dotati di valvole simili a quelle di una bicicletta, il secondo invece, più ingegnoso all'epoca, era tramite due bombolette di Co2 che trovavano posto nei due alloggiamenti  designati.

Bastava quindi avvitare a fondo i tappi di tenuta e in pochissimo tempo la cintura era gonfia.

Ci sono testimonianze riguardo l'uso di questi salvagenti anche nella "Po valley"(Italia).

Furono sicuramente i più usati durante le invasioni via mare, come in Normandia ma anche a Iwo Jima.

Il mio qui sotto in foto è stato prodotto dalla DURKEE ATWOOD, datato 25 gennaio 1944 e parti metalliche a parte è conservato bene.

Va tenuto lontano da fonti di calore o potrebbe seccarsi molto precocemente la camera d'aria di cui è prevalentemente fatto.

Nella foto d'epoca lo potete notare sgonfio e gonfio.


Muzzle Cover 1943

Questo "cappuccio" chiamato Muzzle Cover non era altro che un copri mirino-volata-canna.

Durante la Seconda guerra mondiale, l'esercito americano produsse moltissime di queste coperture, le quali servivano principalmente a non far entrare lo sporco nella canna dell'arma.

Un soldato poteva inoltre spararci attraverso senza riportare danni a lui o all'arma,ma sicuramente incidendo notevolmente sulla precisione.

Ci furono moltissimi produttori, questo in foto datato 1943 è stato prodotto dalla KANAK CO. che aveva sede nella città di Brooklyn N.Y.

La colorazione poteva anche essere verde oliva come il cinturino.


Ghette m-1938 nominali

Paio di ghette USA denominate "Leggings, Canvas, M-1938, Dismounted", più precisamente queste appartengono allo Stock No. 72-L-61883.

Servivano principalmente per la protezione del polpaccio e per evitare che sporco, fango, sterpaglie ecc. si infilassero nelle scarpe.

I marchi interni sono abbastanza sbiaditi, ma è ancora possibile intravedere: la taglia, una tre regular (3R), l'anno di produzione 1942 (42) ed il numero di stock seguito da altre diciture.

Entrambe riportano internamente nella parte superiore l'iniziale del soldato che le possedeva e le ultime quattro cifre della matricola, si nota infatti un B-5344. Purtroppo mancanti della a stringa che andava passata al di sotto della scarpa. Pezzo ritrovato in un mercatino, provenienza sconosciuta.

Queste in particolare però furono prodotte nel magazzino militare Jeffersonville Quartermaster Depot nell'Indiana, chiuso nel 1957-58.