Creati per il corpo dei genieri, queste tipologie di dischi luminosi vennero usati principalmente per la segnalazione notturne di sentieri, strade o ancora ad esempio (modelli più grandi con attacchi diversi) sui ponti di imbarco delle navi per evitare di cadere in acqua durante le operazioni.
Oserei quasi dire una sorta di un'antenata gemma catarifrangente di oggi, anche se dal funzionamento totalmente diverso.
Trovarono anche un limitato utilizzo tra le truppe aviotrasportate durante i lanci di notte, come dimostrano foto scattate in Normandia dopo il 6 giugno 1944.
Il marcatore veniva attaccato all'elmetto nella parte posteriore o anteriore in modo da permettere la localizzazione tra i soldati anche nel buio più totale.
Poteva essere impiegato anche sulla buffetteria, specialmente il Type II, in quanto disponeva anche della clip di aggancio.
I rivetti forati che vediamo, potevano servire anch'essi al fissaggio del disco, difatti il modello Type I aveva solo questa tipologia di gancio.
Il marcatore funziona essenzialmente con la fluorescenza.
Tanto è vero che al suo interno troviamo del radio, elemento radioattivo.
Lo stesso materiale è stato utilizzato fino a fine anni '50 per illuminare le lancette di orologi e strumentazioni, poi eliminato a causa della sua pericolosità radioattiva.
Il marcatore in oggetto purtroppo ha una fonte molto alta di radiazioni (10 ore di esposizione ravvicinata equivalgono alla dose di radiazione di base annua) ragion per cui non può essere conservato in casa o comunque in luogo che si frequenta quotidianamente.
Inoltre è meglio conservarlo in contenitori schermati (in questo caso di piombo) che ne riducono in maniera significativa la pericolosità, quindi fate attenzione se ne conservate uno e non sapete esattamente come poterlo conservare.
Nella parte posteriore è presente la scritta "poison inside", perchè comunque all'epoca si sapeva già qualcosa sulla sua presunta tossicità ma non al punto e alla pericolosità di quanto ne sappiamo oggi.
I dischi luminosi vennero prodotti dalla US Radium Corp. azienda nella quale diventarono tristemente famose "le ragazze del radio".
Ad uso individuale del soldato sono conosciute almeno 3 versioni.
Altre, presentano un attacco a barra filettata per l'utilizzo di segnalazione territoriale.
Ringrazio il mio amico MAX per la realizzazione del contenitore.
Nel video, la luce emessa sotto eccitamento della luce UV.
Questa bussola fu introdotta come modello sostitutivo al prebellico "Prismatic M-1938" e prodotta durante la seconda guerra mondiale.
I primissimi modelli vennero emessi tra 1939 e il 1940 e a differenza di questo qui sotto non riportano alcun marchio sul coperchio e sono una minoranza, nonché i più rari.
Quelli successivi hanno i classici marchi di produzione che riguardano:
Il corpo è composto da una lega metallica leggera non magnetica di colore nero, mentre i particolari come la ghiera attorno al quadrante, gancio e il perno del coperchio sono di ottone.
Non era impermeabile.
I punti cardinali sono stati tutti trattati con il radio per la sua fluorescenza, anche se ad oggi se vengono illuminati non producono più alcun bagliore.
La copertura trasparente è in vetro temperato.
La tasca da cinturone è mancante purtroppo del gancio, ma ha la particolarità interessante di essere stata trattata con una sostanza impermeabilizzante o un trattamento antimuffa (MRT), dall'odore indistinguibile.
Bottoni marcati United Carr.
Veniva rilasciata principalmente agli ufficiali, capisquadra, personale specializzato ecc... anche se tutte le truppe avevano avuto l'addestramento al suo utilizzo.
Il modello antecedente di tasca presenta i bottoni automatici, ed è più difficile da trovare, rispetto a questo.
Ecco un modello di bussola da polso prodotta dalla Taylor Compass con sede a Rochester N.Y.
Rispetto al modello visto in precedenza (prodotto dalla Superior Magneto), possiamo dire che le misure di realizzazione tra i due modelli sono pressoché uguali, solo il colore è invece in questa versione molto più scuro.
La parte posteriore è quella che distingue maggiormente i due modelli, in quanto la Taylor presenta un appoggio per il polso (a mio avviso) più anatomico.
Anche il cinturino di dotazione nel modello qui presente è sicuramente fatto in maniera più povera e apparentemente meno robusto rispetto al Superior.
La bussola Taylor ha anche la particolarità di essere parzialmente smontabile, grazie ai due puntini ai lati della ghiera rotante.
Difatti se spinti verso l'interno consentono l'apertura per separare la cover in bachelite della bussola.
L'ago di segnalazione un tempo era luminescente al buio, utilizzando una piccola quantità di radio, ma ora non emette più nessun bagliore.
Originariamente possedevano al loro interno anche un liquido di smorzamento che consentiva di rilevare più velocemente e con meno ondeggio la posizione esatta, ma a causa degli anni quest'ultimo è quasi sempre assente, ma la bussola funziona ugualmente in modo corretto.
Le Taylor vengono considerate le più rare da collezionare.
Queste "bussole da polso" vennero prodotte da due costruttori, la Taylor e la Superior Magneto ( produttore di questa bussola) che continuò la produzione fino agli anni '50.
Furono create per i genieri, ma largamente impiegate per le truppe aviotrasportate sia da ufficiali che da soldati semplici e tutte presentano la data di produzione sul lato, in questo caso 9-44.
Il corpo è stato fatto in bachelite di color marrone fango su cui ruota attorno l'anello graduato per l'azimut.
La parte trasparente è in plastica, con la freccia incisa e riempita di colore bianco. Le punte dell'ago, le lettere dei punti cardinali ed anche i piccoli pallini alternati nei gradi dell'anello girevole erano riempiti di vernice fosforescente ormai quasi mancante, come spesso capita in questi esemplari.
Il laccetto è in cuoio ed è removibile.
Spesso venivano indossate non solo al polso ma anche in altre punti, infatti in molte foto dell'epoca si vedono allacciate alle caviglie (come nella foto qui sotto), oppure all'omero o ancora a qualche laccio della buffetteria.
Interessante kit composto da occhiali e lenti colorate di ricambio.
Furono inizialmente distribuiti agli avieri nel 1941, ma successivamente vennero dotati di questi occhiali anche carristi e autisti.
Questo modello venne studiato dal generale Leon D. Carson della US Navy assieme alla Polaroid Company ( all'avanguardia per lo studio del filtraggio della luce nelle plastiche vetri), che diede vita a questo progetto, sviluppando all'epoca uno straordinario prodotto.
Sono dotati di spugna in neoprene per assorbire il sudore ed evitare appannamenti ed inoltre hanno presentano un sistema di cambio rapido delle lenti.
Bellissimi occhiali per truppe da montagna, quasi come nuovi, con lenti stile Rayban in vetro spesso e di colore verde.
Questi occhiali anti-riverbero con lenti verdi del primo tipo furono utilizzati dalle truppe di montagna statunitensi, vennero poi rimpiazzate dal secondo modello che presentava lenti di forma triangolare.
La confezione conteneva anche un paio di lenti di riserva, sostituibili tramite lo svitamento di una piccola vite che allentava la montatura della lente.
Indossati fanno un viso buffo.
Occhiali di protezione introdotti all'inizio del 1944.
Questi occhiali servivano all'operatore che utilizzava il lanciarazzi (Bazooka) per proteggersi da eventuali piccole schegge dovute alla combustione del propellente del razzo oppure dalle polveri causate dallo spostamento d'aria.
Lo studio di questi occhiali deriva dal modello "M-1943 goggles", a cui è stata aggiunta una visiera di materiale plastico-ceroso per la totale protezione del viso. In realtà furono utilizzati ben poco, soprattutto perché procuravano scarsa visibilità, erano scomodi ed inoltre indossarli faceva perdere tempo prezioso in battaglia durante gli scontri.
Datati internamente 1943/45, l'ultimo numero non è chiaro, sono contenuti in una scatolina di cartone che riporta alcune semplici istruzioni di utilizzo e manutenzione.
I fischietti sono da sempre parte integrante degli accessori delle forze armate degli Stati Uniti.
Qui abbiamo un fischietto fabbricato in plastica verde OD, riservato all'esercito (altri uguali possono essere marcati per la marina) datato 1943.
La piccola lettera all'interno del rombo è quasi sicuramente il produttore che al momento mi resta sconosciuto.
Venivano portati da personale specializzato a determinate mansioni e dagli ufficiali MP (military police) i quali ne erano sempre dotati.
Veniva indossato sull'uniforme tramite la catenella dove vi era un gancio che veniva infilato alla spallina sinistra.
Per quanto possa sembrare strano, sono molto meno diffusi di quelli metallici.
All'interno vi è una pallina di legno, la quale fa produrre un suono medio-forte ben udibile.
Ritrovato in Italia.
Per questo oggetto devo ringraziare un amico di Borgo San Lorenzo.
Si tratta di un fischietto presumibilmente di produzione americana, anche se non riporta nessuna scritta identificativa visibile.
Tuttavia guardando bene entrambe le facce laterali del fischietto si notano incise a mano, in modo molto superficiale, lo stemma stilizzato della 5th Army americana e la scritta "ITALY 1944", sicuramente segnate all'epoca dal suo proprietario.
Venne recuperato direttamente da una famiglia, alla quale fu ceduto da un soldato americano che alloggiò nel Mugello, durante il passaggio al fronte nel 1944.
Pezzo unico carico di storia.
Bel fischietto con catenella, perfettamente funzionante.
Di solito questo modello era utilizzato dalla MP (Military police), portato con la catenella attaccata alla spallina.
Riporta la dicitura "Made in Usa" sul retro e "Military" sul fronte.
Piccolo tubetto contenente un panno imbevuto di una sostanza anti-appannamento da strofinare sulle lenti delle maschere antigas.
Solitamente trovava posto nella sacca porta-maschera.
